Francesca Berardi, giornalista e autrice del libro Detour in Detroit (Humboldt Books), vive e lavora a New York dal 2011.

Dal 2016 lavora alla Journalism School della Columbia University, dove ha conseguito un MA in Politics e dove attualmente studia la realizzazione di una una mappa di New York, compilata raccogliendo l’esperienza di chi vive raccogliendo bottiglie e lattine vuote per strada: i cosiddetti “canners”.
Spiega Francesca, nel presentare il suo progetto di ricerca dal titolo We can, condotto insieme a Grga Basic: “Troveremo un terreno comune che combina pratiche giornalistiche e metodi di storia orale, riconosceremo l'imperfezione dei dati, raccogliamo manualmente piccoli dati sull'attività informale dei fornitori e incoraggeremo un'osservazione più critica del loro mondo attraverso le illustrazioni. Quindi combineremo tutti questi elementi in una mappa interattiva di New York nel modo in cui i partecipanti la percepiscono”.

Scritti e recedenti ricerche condotte da Francesca sono stati pubblicati da ProPublica, Quartz, Slate e alcuni dei principali media italiani.

https://brown.columbia.edu/portfolio/we-can/

Andrea Merlotti è noto a Torino come uno dei pilastri della Reggia di Venaria, ma la sua figura professionale è ben più poliedrieca.

Dirige il Centro studi delle residenze reali sabaude con sede presso la Reggia di Venaria, che conosce come nessun’altro e non solo: è membro dei comitati scientifici del Centre de recherche du Chateau de Versailles, dell'Instituto Universitario «La Corte en Europa» di Madrid e del Centro studi piemontesi di Torino, oltre ad aver curato  mostre e scritto diversi libri, tra cui una Storia degli Stati sabaudi (Morcelliana, 2017), scritta a quattro mani con Paola Bianchi, e un volume sulle regge d'Italia che sta per uscire dal Mulino.

Ciò che più ci affascina, però e ci ha fatto scegliere di invitarlo a colazione, non è solo la sua profonda conoscenza delle pratiche, degli oggetti ed arredi, oltre che dei cerimoniali delle regge d’Italia e delle corti europee, ma la sua passione per la storia dei giochi.

Al tema ha dedicato la cura dei volumi Giochi di palla nel Piemonte medievale e moderno, Cu­neo, 2001 e, con P. Bianchi, Gioco, società e culture in Europa e in Italia fra Sette e Ottocento, numero della «Rivista napoleonica - Revue Napoleonienne - Napoleonic Review”, II (2001).

È stato definito, in una bella intervista di qualche tempo fa: “uno dei principali promotori, a livello italiano, di un cambio d’approccio nella concezione della fotografia d’indagine attuale”.

Dario Bosio è un fotografo e videografo documentario, specializzato nella fotografia di reportage. Nella sua pratica si focalizza su temi sociali e muove volontariamente oltre il classico linguaggio fotogiornalistico. Il suo interesse principale risiede nello studio della natura stessa delle immagini e il modo in cui costruiamo e abbiamo esperienza della nostra realtà attraverso il mezzo visuale. 

Dopo aver lavorato, tra il 2013 e il 2014, al 10b Photography di Roma come project manager, co-curatore e assistente di produzione, nel 2015 si trasferisce in Iraq dove lavora come photo-editor di Metrography, la prima agenzia fotografica Irachena. In quel periodo co-produce e cura il progetto “Map of Displacement”, un’indagine di un anno sulla vita degli sfollati iracheni.

I suoi progetti sono andati in mostra in numerosi festival e eventi in tutto il mondo e pubblicati da alcuni tra i più importanti magazine e giornali internazionali, tra i quali TIME, The Guardian, Al Jazeera, BBC, RSI, Repubblica, Internazionale, Politiken, The British Journal of Photography.

Attualmente vive a Torino ed è co-fondatore e direttore artistico di DARST, laboratorio di ricerca e produzione di progetti documentari.

dariobosio.com

darstprojects.com

Guido Guerzoni è noto per essere appassionato di collezioni, di collezionismo e di musei monotematici.

Della curiosità portata all’estremo dell’ossessione e della mania, tramutate in positivo nel fenomeno del collezionismo, Guido Guerzoni studia gli aspetti storici, psicologici e socio-economici.

Da venticinque anni si occupa di economia dell’arte, management delle istituzioni culturali, e museum studies, materia che insegna all’Università “Luigi Bocconi”, dove è il responsabile del corso “Museum Management” nella laurea specialistica in “Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment”.

In parallelo, è Project Manager della Fondazione di Venezia, per cui dirige dal 2007 il progetto del polo museale M9 di Venezia. E’ stato Deborah Loeb Brice Fellow presso The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, visiting professor presso il Victoria and Albert Museum e Christie’s Education a Londra e senior research fellow presso l’University of Californa at Davis e ha vinto una full time research fellowship presso il Getty Research Institute di Los Angeles.

E’ autore di un centinaio di pubblicazioni accademiche, di cui 40 internazionali; tra le sue ultime monografie: Museums on the map 1995-2012, Allemandi 2014 e Apollo & Vulcan, The art markets in Italy 1400-1700, Michigan State UP, 2011.

Collabora con la Rai, Il Sole24ore, il gruppo Espresso e Il Giornale dell’Arte.

Donato Sansone - in arte milkyeyesartista e videomaker, è specializzato in film di animazione che spesso guardano al genere horror e approfittano delle infinite possibilità date dalle tecniche di animazione, per strizzare l’occhio al genere splatter.

Diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, ha raggiunto una fama internazionale con i suoi video che uniscono e mescolano tecniche di animazione tradizionali e sperimentali, nella live action. Con “Topo Glassato al cioccolato” (short film, 2012) e “Videogioco” (short film, 2009) ha  ricevuto  premi ai maggiori Festival internazionali di cinema e animazione e ottenuto milioni di visualizzazioni sui maggiori siti web e blog di video e di animazione. Di “Videogioco” ha parlato anche la rivista francese “Cahiers du cinéma”. 

Nel 2013 Canal+ “Oeil de link” ha realizzato un reportage sul suo lavoro  e nel 2014 “Grotesque Photobooth” è stato selezionato da Saatchi & Saatchi per la sezione New Directors Showcase al Festival internazionale della creatività di Cannes. Ancora, il suo cortometraggio “Journal animé” prodotto da Canal+ per la collezione Dessine Toujours! è stato nominato nel novembre 2016 agli Oscar® per l’animazione e nel 2017 per premio César. 

Come libero professionista, collabora anche con agenzie pubblicitarie ed etichette musicali tra le più creative in Italia (spiccano, tra i tanti, i video per i gruppi musicali Afterhours, Subsonica, Verdena e per Francesco de Gregori; tra le molte aziende, anche Ferrari e Samsung). Attualmente i suoi video sono distribuiti dalla  casa di produzione francese Autour de Minuit.

Fulvio Ferrari, chimico torinese, designer e produttore di lampade, dal 1985 è stato gallerista e curatore di Arti Decorative, pubblicando 18 libri su lavori di Ettore Sottsass, di Carlo Mollino, di Gabetti e Isola, sulle lampade anomale italiane, su discoteche e sci.
Dal 1997 è stato contributing editor della rivista americana NEST. 

Nel 2006 ha curato le retrospettive “Carlo Mollino Arabesques” presso la GAM di Torino e il Castello di Rivoli. Nel 2008 gli è stata assegnata la “lifetime membership” dal MoMA.
Ha fondato a Torino il Museo Casa Mollino, riportando l'appartamento segreto di proprietà del leggendario architetto Carlo Mollino, allo splendore del momento in cui Mollino lo abbandonò in seguito ad una morte improvvisa. 

Photo courtesy: Casa Mollino, Vogue Italia, Revista Dolce Vita,  Artsy, Alberto Zanetti for Christie’s

Nato ad Odessa, vive negli USA dal 1989. Ha studiato grafica alla Cooper Union, dove è ritornato nel 2007 come docente di tipografia e graphic design, fondando egli stesso dei corsi di studio postgraduate. Da allora ha insegnato in molti altri contesti internazionali legati alla grafica.

E’ da alcuni anni Curatore del Herb Lubalin Study Center of Design and Typography, forse il più importante archivio per la grafica al mondo [http://lubalincenter.cooper.edu].

Attento al passato quanto al presente, ha sviluppato il progetto Image of the studio, una mappatura visibile online sugli studi di comunicazione visiva di NYC [http://imageofthestudio.com], il festival annuale Typographics, all'interno degli spazi della Cooper Union, e diverse mostre sulla storia della grafica.

Anita Donna Bianco vive e lavora a Torino. 

Si è laureata al Politecnico di Torino con una tesi sull’umanizzazione degli ospedali pediatrici, tema scelto per la sua trasversalità che unisce l’approccio umanistico, il lato creativo e quello più tecnico. 

E’ presidente dell’Associazione DEAR Onlus, impegnata nell’umanizzazione degli ambienti di cura, con un’attenzione particolare a quelli pediatrici. E’ co-ideatrice del progetto “Robo&Bobo”, che promuove l’alfabetizzazione nei campi del design, dell’elettronica e della programmazione, rivolto ai pazienti adolescenti e preadolescenti (11-18 anni) del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Nel 2008 è co-fondatrice dell’Associazione IN Residence Design, che attraverso il progetto “IN Residence - Design Dialogues” promuove il design sperimentale
contemporaneo attraverso delle attività correlate: un laboratorio tematico a cadenza annuale, incontri di dibattito, mostre e una collana di pubblicazioni.
Fa parte dello studio di Product e Industrial Design C12+, insieme a Gianni Colonello e Enrico Maglione.

http://www.designaround.org/

http://www.roboandbobo.designaround.org/

Gianluca Cannizzo si occupa di creatività, grafica e illustrazione.É socio fondatore e direttore creativo di Laboratorio Zanzara - cooperativa sociale no profit e progetto di cittadinanza mirato all'integrazione di persone con disagio mentale, incentrato sul design, la grafica e la comunicazione - i cui i vasi, magliette, poster, calendari, shopper, agende sono diventati negli anni un must-have a Torino.Vent’anni fa scopre la sua passione per il manifesto e ancora oggi è lo strumento che ritiene più adatto alla sua personalità, come sintesi di espressione e comunicazione. 

Spande i suoi poster tramite: My Poster Sucks.  Vive e lavora a Torino. 

Con il telescopio puntato verso il cielo, tante cose si sono cercate senza trovarle, tante si sono trovate senza cercarle.
Quanto può venire in aiuto la casualità, anche in campo scientifico, se si è pronti e capaci a farsi sorprendere?

Ce lo racconta Emanuele Balboni, astrofisico, astrofotografo paesaggista e divulgatore scientifico presso il Planetario di Torino.

Emanuele Balboni nasce nel 1983 a Torino, la stessa città dove, diversi anni dopo, si laurea in astrofisica.
Durante la stesura della tesi comincia a collaborare con il planetario di Torino Infini.to, appena inaugurato. Dopo la laurea continua a lavorare presso il Planetario come collaboratore scientifico e divulgatore; attualmente si occupa principalmente della gestione del sistema di proiezione della cupola del planetario e della creazione di nuovi spettacoli e contenuti multimediali per i visitatori.
Quando non viaggia tra le stelle virtuali, cerca di coniugare la passione per l'astronomia con l'hobby della fotografia e trascorre intere nottate a immortalare panorami notturni per le valli alpine.
Dall'inizio del 2015 cura un blog, Cosmo e dintorni, dove pubblica i propri scatti e scrive di astronomia e divulgazione della scienza.

https://cosmoedintorni.wordpress.com/

more