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HIND LAFRAM on Tradition

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December 14, 8:30am • Gagliardi e Domke Contemporary • part of a series on Tradition

Vestire halal , senza rinunciare a eleganza e comfort.

Partendo da questi presupposti e determinata a seguire la propria passione e talento per il disegno di moda, Hind Lafram - nata in Marocco, ma cresciuta a Torino - ha aperto a soli 22 anni la prima società di Modest Fashion del nostro Paese: Hind Lafram Collection, divenendo di fatto  “la prima stilista italiana per le donne che vogliono indossare il velo”. Il lancio ufficiale è avvenuto qualche mese dopo, alla Torino Fashion Week, cui sono seguite poi le sfilate  Roma e a Cosenza.

Hind dice di cucire abiti per donne che “amano mostrare non le forme, bensì la spiccata personalità… Io cerco di mostrare un altro lato del fashion, dove non si ha bisogno di mettere le curve in bella vista… Un Made in Italy per donne musulmane Made in Italy”.

La donna a cui pensa, creando i suoi abiti è una donna musulmana a 360 gradi. “Creo outfit per il giorno, per la sera e per lo sport. Perché anche chi è di religione islamica esce la sera e si allena”.

Ben presto il suo target si è allargato al di là del credo religioso e di appartenenza culturale, rivelando una necessità poco considerata e poco espressa, nel mercato della moda: “Ho ricevuto alcune richieste particolari, da donne che non volevano scoprirsi a causa di malattie. Da chi non poteva mostrare la pelle al sole a chi voleva un turbante che sostituisse i capelli caduti a causa della chemioterapia”. Senza contare le donne che si sono appassionate ai sui abiti interi, per pura fascinazione estetica e dei materiali.


© Federico Ciamei
© Daniele Ratti
© Federico Ciamei
© Studio Nucleo
© Studio Nucleo


Piergiorgio Robino è fondatore e direttore artistico di Nucleo, collettivo internazionale di giovani artisti e designers con sede a Torino.

Si definisce un artista funzionale e ci racconta di aver messo al centro della sua ricerca professionale la storia e la materia: l’indagine sulla persistenza e l’assenza delle intersezioni temporali, nel bisogno insopprimibile di creare memoria.

E’ stato professore presso l’Accademia Bezalel, Gerusalemme, l’Università del Salento, Lecce, la Facoltà di Architettura, Firenze; IUAV - Università di Venezia; la Domus Academy, Milano; IED, Torino e presso il Politecnico di Torino.

Ogni suo oggetto di studio è prima un materiale, ogni materiale è una nuova sfida, ogni sfida è un ponte tra curiosità ed esperienza fisica. 

Quest’anno il ponte ha raggiunto la luna, quando al comando della Driade MOON Mission Piergiorgio ha composto e scomposto gli arredi da esterni, immaginando di iniziare una nuovissima consolidata storia del design pensata per gli - ormai non più tanto immaginari - allunaggi da diporto, in copertina su Wallpaper di Novembre 2018

http://nucleo.to/site/

Laura Cantarella è fotografa, ricercatrice indipendente, docente. Alterna l’attività di autrice alla progettazione e al coordinamento di indagini territoriali, con particolare attenzione ai territori fragili.

I titoli di alcuni dei sui lavori più conosciuti, sono emblematici del contenuto impegnato e della pietas che li caratterizzano:  Da soli si muore, Terre fragili, Topografia del trauma. Il suo lavoro più recente Atlas Bormida, di cui ha curato produzione e contenuti, è un’inchiesta e progetto artistico corale realizzato sotto forma di storytelling multimediale ed inaugura una modalità di lavoro inedita in Italia.

Laura si laurea in Architettura al Politecnico di Torino, con una tesi sul ruolo della fotografia nella comunicazione ipermediale dell’architettura e del territorio e consegue il Dottorato di ricerca in Humanidades, a Barcellona, con una tesi dal titolo “La Riviera mediterránea en el siglo XXI. De Territoire Liquide a paisaje de la crisis. Imaginarios y decodificaciones fotográficas”.

Collabora con numerose università e istituti in Italia e all’estero, come docente di fotografia e cultura visiva contemporanea, oltre a tenere workshop e seminari. I suoi lavori sono stati esposti in numerose istituzioni museali e culturali tra cui Chealsea Art Museum New York, Pratt Institute New York, MACBA Museu d’Art Contemporani de Barcelona, CCCB Centre de Cultura Contemporania de Barcelona, Fundaciò Espais d’Art Contemporani Girona, Museu d'Història de Catalunya, Disseny hub Barcelona,

E’ tra i vincitori del “Premio Terna per l’Arte Contemporanea” e finalista del “Premio Francesco Fabbri”, sezione Fotografia Contemporanea e i suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

http://www.lauracantarella.it/

Prabda Yoon (1973) è uno scrittore, regista, editore, traduttore e grafico thailandese.

Ha studiato negli Stati Uniti Communication Design alla Parsons School of Design a New York; Graphic Design con Dan Friedman e Milton Glaser e Cinema con Robert Breer alla Cooper Union.

In Thailandia ha pubblicato due raccolte di racconti;  con Kwam Na Ja Pen (tradotta in inglese come Pen in Parentheses) ha vinto il prestigioso S.E.A. Write Award nel 2002. Ha tradotto in thailandese, tra gli altri, Il giovane Holden, Arancia Meccanica e Lolita.

Ha una casa editrice indipendente, Typhoon Studio, che pubblica narrativa thai e saggistica internazionale. Ha fondato la libreria e caffetteria Bookmoby al Bangkok Art & Culture Center. È lo sceneggiatore di Last Life in the Universe (2003) e Invisible Waves (2006) di Pen-Ek Ratanaruang, regista della new wave del cinema thailandese. I suoi ultimi film come regista sono Someone from Nowhere (2017, in concorso al Tokyo Film Festival) e Motel Mist (2016, presentato all’International Film Festival di Rotterdam).

https://www.behance.net/yoonprabda

http://addeditore.it/

Prabda Yoon (1973) è uno scrittore, regista, editore, traduttore e grafico thailandese. 

Ha studiato negli Stati Uniti Communication Design alla Parsons School of Design a New York; Graphic Design con Dan Friedman e Milton Glaser e Cinema con Robert Breer alla Cooper Union.

In Thailandia ha pubblicato due raccolte di racconti;  con Kwam Na Ja Pen (tradotta in inglese come Pen in Parentheses) ha vinto il prestigioso S.E.A. Write Award nel 2002. Ha tradotto in thailandese, tra gli altri,  Il giovane Holden, Arancia Meccanicae Lolita.

Ha una casa editrice indipendente, Typhoon Studio, che pubblica narrativa thai e saggistica internazionale. Ha fondato la libreria e caffetteria Bookmoby al Bangkok Art & Culture Center. È lo sceneggiatore di Last Life in the Universe (2003) e Invisible Waves (2006) di Pen-Ek Ratanaruang, regista della new wave del cinema thailandese. I suoi ultimi film come regista sono Someone from Nowhere (2017, in concorso al Tokyo Film Festival) e Motel Mist (2016, presentato all’International Film Festival di Rotterdam).

https://www.behance.net/yoonprabda

http://addeditore.it/

“I colori catturano la nostra attenzione, assorbendoci nei loro fantastici mondi quando incontrano il nostro sguardo”, ci racconta Il Joshua Yumibe,  professore associato e direttore del Film Studies Program presso la Michigan State University. 

Joshua studia il ruolo e la funzione dei colori nei film muti fatti agli albori del XX secolo, analizzando le pellicole originali dell’epoca: un'era di cinema a lungo considerata “desaturata” e senza colori, ma che attraverso i film e le immagini analizzate, rivela un mondo cromatico dimenticato di fantasia, in film che sorprendono e sanno incantare.

Joshua Yumibe è autore di “Moving Colour: Early Film, Mass Culture, Modernism” (2012) e coautore di “Fantasia of Colour in Early Cinema” (2015), in collaborazione con EYE Film Museum di Amsterdam. 

Dal dicembre 2017 trascorre a Torino un anno accademico che lo vede impegnato in nuovi progetti di ricerca. 

Il suo curriculum è un compendio della tipografia contemporanea di altissima qualità. 

Oltre a gestire il progetto editoriale di libri d'artista SO_AND_SO, Nello Russo è visual designer per la casa editrice TASCHEN e insieme uno dei pilastri di Archivio Tipografico, il magico mondo dove rivivono i caratteri mobili (do you know letterpress?) e le vecchie macchine da stampa, tra sperimentazione estrema e culto della tradizione.

Ci tiene a precisare che da più di dieci anni porta una lunga barba e indossa occhiali pesanti neri, insomma da molto prima il termine “hipster" fosse anche solo coniato. E noi, avendolo vistolo lavorare, possiamo testimoniare che non c’è traccia di “fuffa hipster” nei suoi laboratori, ma passione, abilità, eleganza e sapienza di sapore antico.

archiviotipografico.it 

SO-AND-SO

Francesca Berardi, giornalista e autrice del libro Detour in Detroit (Humboldt Books), vive e lavora a New York dal 2011.

Dal 2016 lavora alla Journalism School della Columbia University, dove ha conseguito un MA in Politics e dove attualmente studia la realizzazione di una una mappa di New York, compilata raccogliendo l’esperienza di chi vive raccogliendo bottiglie e lattine vuote per strada: i cosiddetti “canners”.
Spiega Francesca, nel presentare il suo progetto di ricerca dal titolo We can, condotto insieme a Grga Basic: “Troveremo un terreno comune che combina pratiche giornalistiche e metodi di storia orale, riconosceremo l'imperfezione dei dati, raccogliamo manualmente piccoli dati sull'attività informale dei fornitori e incoraggeremo un'osservazione più critica del loro mondo attraverso le illustrazioni. Quindi combineremo tutti questi elementi in una mappa interattiva di New York nel modo in cui i partecipanti la percepiscono”.

Scritti e recedenti ricerche condotte da Francesca sono stati pubblicati da ProPublica, Quartz, Slate e alcuni dei principali media italiani.

https://brown.columbia.edu/portfolio/we-can/

Andrea Merlotti è noto a Torino come uno dei pilastri della Reggia di Venaria, ma la sua figura professionale è ben più poliedrieca.

Dirige il Centro studi delle residenze reali sabaude con sede presso la Reggia di Venaria, che conosce come nessun’altro e non solo: è membro dei comitati scientifici del Centre de recherche du Chateau de Versailles, dell'Instituto Universitario «La Corte en Europa» di Madrid e del Centro studi piemontesi di Torino, oltre ad aver curato  mostre e scritto diversi libri, tra cui una Storia degli Stati sabaudi (Morcelliana, 2017), scritta a quattro mani con Paola Bianchi, e un volume sulle regge d'Italia che sta per uscire dal Mulino.

Ciò che più ci affascina, però e ci ha fatto scegliere di invitarlo a colazione, non è solo la sua profonda conoscenza delle pratiche, degli oggetti ed arredi, oltre che dei cerimoniali delle regge d’Italia e delle corti europee, ma la sua passione per la storia dei giochi.

Al tema ha dedicato la cura dei volumi Giochi di palla nel Piemonte medievale e moderno, Cu­neo, 2001 e, con P. Bianchi, Gioco, società e culture in Europa e in Italia fra Sette e Ottocento, numero della «Rivista napoleonica - Revue Napoleonienne - Napoleonic Review”, II (2001).

È stato definito, in una bella intervista di qualche tempo fa: “uno dei principali promotori, a livello italiano, di un cambio d’approccio nella concezione della fotografia d’indagine attuale”.

Dario Bosio è un fotografo e videografo documentario, specializzato nella fotografia di reportage. Nella sua pratica si focalizza su temi sociali e muove volontariamente oltre il classico linguaggio fotogiornalistico. Il suo interesse principale risiede nello studio della natura stessa delle immagini e il modo in cui costruiamo e abbiamo esperienza della nostra realtà attraverso il mezzo visuale. 

Dopo aver lavorato, tra il 2013 e il 2014, al 10b Photography di Roma come project manager, co-curatore e assistente di produzione, nel 2015 si trasferisce in Iraq dove lavora come photo-editor di Metrography, la prima agenzia fotografica Irachena. In quel periodo co-produce e cura il progetto “Map of Displacement”, un’indagine di un anno sulla vita degli sfollati iracheni.

I suoi progetti sono andati in mostra in numerosi festival e eventi in tutto il mondo e pubblicati da alcuni tra i più importanti magazine e giornali internazionali, tra i quali TIME, The Guardian, Al Jazeera, BBC, RSI, Repubblica, Internazionale, Politiken, The British Journal of Photography.

Attualmente vive a Torino ed è co-fondatore e direttore artistico di DARST, laboratorio di ricerca e produzione di progetti documentari.

dariobosio.com

darstprojects.com

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