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Andrea Merlotti on GAME

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April 27, 8:30am • TBA • part of a series on Game

È stato definito, in una bella intervista di qualche tempo fa: “uno dei principali promotori, a livello italiano, di un cambio d’approccio nella concezione della fotografia d’indagine attuale”.

Dario Bosio è un fotografo e videografo documentario, specializzato nella fotografia di reportage. Nella sua pratica si focalizza su temi sociali e muove volontariamente oltre il classico linguaggio fotogiornalistico. Il suo interesse principale risiede nello studio della natura stessa delle immagini e il modo in cui costruiamo e abbiamo esperienza della nostra realtà attraverso il mezzo visuale. 

Dopo aver lavorato, tra il 2013 e il 2014, al 10b Photography di Roma come project manager, co-curatore e assistente di produzione, nel 2015 si trasferisce in Iraq dove lavora come photo-editor di Metrography, la prima agenzia fotografica Irachena. In quel periodo co-produce e cura il progetto “Map of Displacement”, un’indagine di un anno sulla vita degli sfollati iracheni.

I suoi progetti sono andati in mostra in numerosi festival e eventi in tutto il mondo e pubblicati da alcuni tra i più importanti magazine e giornali internazionali, tra i quali TIME, The Guardian, Al Jazeera, BBC, RSI, Repubblica, Internazionale, Politiken, The British Journal of Photography.

Attualmente vive a Torino ed è co-fondatore e direttore artistico di DARST, laboratorio di ricerca e produzione di progetti documentari.

dariobosio.com

darstprojects.com

Guido Guerzoni è noto per essere appassionato di collezioni, di collezionismo e di musei monotematici.

Della curiosità portata all’estremo dell’ossessione e della mania, tramutate in positivo nel fenomeno del collezionismo, Guido Guerzoni studia gli aspetti storici, psicologici e socio-economici.

Da venticinque anni si occupa di economia dell’arte, management delle istituzioni culturali, e museum studies, materia che insegna all’Università “Luigi Bocconi”, dove è il responsabile del corso “Museum Management” nella laurea specialistica in “Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment”.

In parallelo, è Project Manager della Fondazione di Venezia, per cui dirige dal 2007 il progetto del polo museale M9 di Venezia. E’ stato Deborah Loeb Brice Fellow presso The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, visiting professor presso il Victoria and Albert Museum e Christie’s Education a Londra e senior research fellow presso l’University of Californa at Davis e ha vinto una full time research fellowship presso il Getty Research Institute di Los Angeles.

E’ autore di un centinaio di pubblicazioni accademiche, di cui 40 internazionali; tra le sue ultime monografie: Museums on the map 1995-2012, Allemandi 2014 e Apollo & Vulcan, The art markets in Italy 1400-1700, Michigan State UP, 2011.

Collabora con la Rai, Il Sole24ore, il gruppo Espresso e Il Giornale dell’Arte.

Donato Sansone - in arte milkyeyesartista e videomaker, è specializzato in film di animazione che spesso guardano al genere horror e approfittano delle infinite possibilità date dalle tecniche di animazione, per strizzare l’occhio al genere splatter.

Diplomatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, ha raggiunto una fama internazionale con i suoi video che uniscono e mescolano tecniche di animazione tradizionali e sperimentali, nella live action. Con “Topo Glassato al cioccolato” (short film, 2012) e “Videogioco” (short film, 2009) ha  ricevuto  premi ai maggiori Festival internazionali di cinema e animazione e ottenuto milioni di visualizzazioni sui maggiori siti web e blog di video e di animazione. Di “Videogioco” ha parlato anche la rivista francese “Cahiers du cinéma”. 

Nel 2013 Canal+ “Oeil de link” ha realizzato un reportage sul suo lavoro  e nel 2014 “Grotesque Photobooth” è stato selezionato da Saatchi & Saatchi per la sezione New Directors Showcase al Festival internazionale della creatività di Cannes. Ancora, il suo cortometraggio “Journal animé” prodotto da Canal+ per la collezione Dessine Toujours! è stato nominato nel novembre 2016 agli Oscar® per l’animazione e nel 2017 per premio César. 

Come libero professionista, collabora anche con agenzie pubblicitarie ed etichette musicali tra le più creative in Italia (spiccano, tra i tanti, i video per i gruppi musicali Afterhours, Subsonica, Verdena e per Francesco de Gregori; tra le molte aziende, anche Ferrari e Samsung). Attualmente i suoi video sono distribuiti dalla  casa di produzione francese Autour de Minuit.

Fulvio Ferrari, chimico torinese, designer e produttore di lampade, dal 1985 è stato gallerista e curatore di Arti Decorative, pubblicando 18 libri su lavori di Ettore Sottsass, di Carlo Mollino, di Gabetti e Isola, sulle lampade anomale italiane, su discoteche e sci.
Dal 1997 è stato contributing editor della rivista americana NEST. 

Nel 2006 ha curato le retrospettive “Carlo Mollino Arabesques” presso la GAM di Torino e il Castello di Rivoli. Nel 2008 gli è stata assegnata la “lifetime membership” dal MoMA.
Ha fondato a Torino il Museo Casa Mollino, riportando l'appartamento segreto di proprietà del leggendario architetto Carlo Mollino, allo splendore del momento in cui Mollino lo abbandonò in seguito ad una morte improvvisa. 

Photo courtesy: Casa Mollino, Vogue Italia, Revista Dolce Vita,  Artsy, Alberto Zanetti for Christie’s

Nato ad Odessa, vive negli USA dal 1989. Ha studiato grafica alla Cooper Union, dove è ritornato nel 2007 come docente di tipografia e graphic design, fondando egli stesso dei corsi di studio postgraduate. Da allora ha insegnato in molti altri contesti internazionali legati alla grafica.

E’ da alcuni anni Curatore del Herb Lubalin Study Center of Design and Typography, forse il più importante archivio per la grafica al mondo [http://lubalincenter.cooper.edu].

Attento al passato quanto al presente, ha sviluppato il progetto Image of the studio, una mappatura visibile online sugli studi di comunicazione visiva di NYC [http://imageofthestudio.com], il festival annuale Typographics, all'interno degli spazi della Cooper Union, e diverse mostre sulla storia della grafica.

Anita Donna Bianco vive e lavora a Torino. 

Si è laureata al Politecnico di Torino con una tesi sull’umanizzazione degli ospedali pediatrici, tema scelto per la sua trasversalità che unisce l’approccio umanistico, il lato creativo e quello più tecnico. 

E’ presidente dell’Associazione DEAR Onlus, impegnata nell’umanizzazione degli ambienti di cura, con un’attenzione particolare a quelli pediatrici. E’ co-ideatrice del progetto “Robo&Bobo”, che promuove l’alfabetizzazione nei campi del design, dell’elettronica e della programmazione, rivolto ai pazienti adolescenti e preadolescenti (11-18 anni) del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Nel 2008 è co-fondatrice dell’Associazione IN Residence Design, che attraverso il progetto “IN Residence - Design Dialogues” promuove il design sperimentale
contemporaneo attraverso delle attività correlate: un laboratorio tematico a cadenza annuale, incontri di dibattito, mostre e una collana di pubblicazioni.
Fa parte dello studio di Product e Industrial Design C12+, insieme a Gianni Colonello e Enrico Maglione.

http://www.designaround.org/

http://www.roboandbobo.designaround.org/

Gianluca Cannizzo si occupa di creatività, grafica e illustrazione.É socio fondatore e direttore creativo di Laboratorio Zanzara - cooperativa sociale no profit e progetto di cittadinanza mirato all'integrazione di persone con disagio mentale, incentrato sul design, la grafica e la comunicazione - i cui i vasi, magliette, poster, calendari, shopper, agende sono diventati negli anni un must-have a Torino.Vent’anni fa scopre la sua passione per il manifesto e ancora oggi è lo strumento che ritiene più adatto alla sua personalità, come sintesi di espressione e comunicazione. 

Spande i suoi poster tramite: My Poster Sucks.  Vive e lavora a Torino. 

Con il telescopio puntato verso il cielo, tante cose si sono cercate senza trovarle, tante si sono trovate senza cercarle.
Quanto può venire in aiuto la casualità, anche in campo scientifico, se si è pronti e capaci a farsi sorprendere?

Ce lo racconta Emanuele Balboni, astrofisico, astrofotografo paesaggista e divulgatore scientifico presso il Planetario di Torino.

Emanuele Balboni nasce nel 1983 a Torino, la stessa città dove, diversi anni dopo, si laurea in astrofisica.
Durante la stesura della tesi comincia a collaborare con il planetario di Torino Infini.to, appena inaugurato. Dopo la laurea continua a lavorare presso il Planetario come collaboratore scientifico e divulgatore; attualmente si occupa principalmente della gestione del sistema di proiezione della cupola del planetario e della creazione di nuovi spettacoli e contenuti multimediali per i visitatori.
Quando non viaggia tra le stelle virtuali, cerca di coniugare la passione per l'astronomia con l'hobby della fotografia e trascorre intere nottate a immortalare panorami notturni per le valli alpine.
Dall'inizio del 2015 cura un blog, Cosmo e dintorni, dove pubblica i propri scatti e scrive di astronomia e divulgazione della scienza.

https://cosmoedintorni.wordpress.com/

Alberto Condotta è un artista visivo e ricercatore italiano che vive in Gran Bretagna, dove sta per terminare un dottorato ‘practice-led’ in filosofia e Belle Arti che riconcettualizza in chiave 'diffrattiva’ l'arte in generale e la pittura in particolare. E’ membro del gruppo di ricerca 'Radical Matter’ presso il Royal College of Art. 

Alberto ci presenta, per la prima volta in italiano, una riconcettualizazione di cosa sia la creatività e di come operi. 

Il gruppo di ricerca Radical Matter - a cui Alberto fa parte - mira a spodestare l'immagine dell artista come genio che crea dal nulla portando al centro al suo posto quella dell'artista che performa variazioni che possono essere piccole ma che però contano. Bravi dj e bravi designer incarnano già questa nuova immagine dell'artista.

Così come concettualizzato da Haraway e Barad, 'diffrazione’ come paradigma alternativo alla riflessione può rivoluzionare il modo in cui si intende l'arte e le sue metodologie. La presentazione - 'diffrangendo’ filosofia continentale contemporanea con un po’ di meccanica quantistica e teoria della complessità - offrirà scorci per capire concettualmente cosa li renda bravi. 

www.albertocondotta.com

Basata a Londra, Giulia Tomasello è una female designer, specializzata in biotech, scienza e finitura dei materiali. Giulia esplora i confini fra scienza e arte, fra tecnologia e il corpo, concentrandosi in particolare sul corpo femminile. 

Muovendosi sempre tra interrogativi di carattere socio-politici, scientifici, estetici e di prodotto - come i più puri designer  - recentemente ha concentrato la propria attenzione sulla messa a punto di Future Flora”, un kit di coltura studiato perché le donne possano trattare e prevenire autonomamente le infezioni vaginali. Il progetto affronta l'esperienza di crescere e coltivare 
organismi viventi a casa.

“Futura Flora” si rivolge alle donne che vogliono prendere il controllo del proprio corpo come pratica intima  per la cura di sé stesse

<< Come designer il mio scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica facendo luce sui tabù femminili della nostra società, fornendo un’alternativa al trattamento intimo attraverso l’utilizzo di microorganismi per bilanciare l’equilibrio della flora vaginale. Considerando la figura femminile come entità oppressa e allo stesso tempo libera dalla società, Simone De Beauvoir sostiene che la donna non sia determinata soltanto dai suoi ormoni o da suoi istinti più misteriosi, ma dal modo in cui il suo corpo e il suo rapporto con il mondo vengono modificati tramite l’azione di altri >>,  ci racconta Giluia, mentre - come una giovane Simone de Bouvoir - si presenta cosí:

That’s me
I am a woman.
I have a body.
My body
‘is a social
construction
rather than
a naturally
given datum. 

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