Marlène Huissoud è un’experimental designer basata tra Londra e Parigi; lavora a cavallo tra design e arte per conto di diverse aziende, oltre ad avere uno studio proprio dal 2013.

Per il suo MA in Material Futures (noto come Textile Futures) alla Central Saint Martins’ School of Art and Design di Londra, ha sviluppato il progetto From Insects: uno studio sui materiali del mondo degli insetti, dalla comune ape al baco da seta indiano.
Il suo lavoro mette in discussione i processi di creazione strettamente legati alle proprietà intrinseche delle risorse naturali. Marlène crede fortemente nel valore del progetto - ci racconta - non solo in vista di un risultato ma rispetto all’intero processo creativo.
E ‘stata nominata dal Design Council, tra le 70 migliori designer emergenti del Regno Unito eArtista Sperimentale più Innovativa del 2018dall'IA Global Excellence Award, oltre ad aver vinto numerosi premi tra cui il premio “Most Innovative Design Studio London – 2018″ consegnato dall'AI Business Excellence Awards .
Nel 2016 è stata tra i candidati al premio della Arts Foundation UK, per il Material Innovation Award.

Il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo in importanti istituzioni come il Victoria and Albert Museum di Londra, Chamber New York, Design Miami Basel, Design Museum Barcelona, Museo Artipelag Stockholm, Design Days Dubaï, Rossana Orlandi Milano, MAK Vienna.

Nicolas Polli è un fotografo e grafico svizzero. Attualmente vive a Losanna, dove lavora per l’ECAL (Ecole Cantonal d'Art de Lausanne). 

Nel 2012 ha fondato YET Magazine con Salvatore Vitale, una rivista fotografica riconosciuta a livello internazionale. Per il suo lavoro fotografico più recente, “Ferox, The Forgotten Archives”, è stato selezionato per il Image Book Award, Kassel Book Award, Unseen Book Award, Luma Foundation Book Award e Aperture First book Award. Nel 2016 riceve una borsa per il Prix de la Relève photographique di Pro Helvetia e nel 2018 ha vinto lo Swiss Design Award.

Come libero professionista, Nicolas lavora principalmente su libri d'artista con editori come Edition Patrick Frey, SPBH, Skinnerboox, Gwinzegal, Overlapse, RVB Books, l'Artiere e per diversi festival di fotografia.
Nel 2018 ha fondato la casa editrice CIAO Press.


Foto Credits: 1) Yuliya Khan 2,3) Nicolas Polli 4) Nicolas Polli, Poster per Roam Festival disegnato in collaborazione con Leonardo Angelucci

Vestire halal , senza rinunciare a eleganza e comfort.

Partendo da questi presupposti e determinata a seguire la propria passione e talento per il disegno di moda, Hind Lafram - nata in Marocco, ma cresciuta a Torino - ha aperto a soli 22 anni la prima società di Modest Fashion del nostro Paese: Hind Lafram Collection, divenendo di fatto  “la prima stilista italiana per le donne che vogliono indossare il velo”. Il lancio ufficiale è avvenuto qualche mese dopo, alla Torino Fashion Week, cui sono seguite poi le sfilate  Roma e a Cosenza.

Hind dice di cucire abiti per donne che “amano mostrare non le forme, bensì la spiccata personalità… Io cerco di mostrare un altro lato del fashion, dove non si ha bisogno di mettere le curve in bella vista… Un Made in Italy per donne musulmane Made in Italy”.

La donna a cui pensa, creando i suoi abiti è una donna musulmana a 360 gradi. “Creo outfit per il giorno, per la sera e per lo sport. Perché anche chi è di religione islamica esce la sera e si allena”.

Ben presto il suo target si è allargato al di là del credo religioso e di appartenenza culturale, rivelando una necessità poco considerata e poco espressa, nel mercato della moda: “Ho ricevuto alcune richieste particolari, da donne che non volevano scoprirsi a causa di malattie. Da chi non poteva mostrare la pelle al sole a chi voleva un turbante che sostituisse i capelli caduti a causa della chemioterapia”. Senza contare le donne che si sono appassionate ai sui abiti interi, per pura fascinazione estetica e dei materiali.


© Federico Ciamei
© Daniele Ratti
© Federico Ciamei
© Studio Nucleo
© Studio Nucleo


Piergiorgio Robino è fondatore e direttore artistico di Nucleo, collettivo internazionale di giovani artisti e designers con sede a Torino.

Si definisce un artista funzionale e ci racconta di aver messo al centro della sua ricerca professionale la storia e la materia: l’indagine sulla persistenza e l’assenza delle intersezioni temporali, nel bisogno insopprimibile di creare memoria.

E’ stato professore presso l’Accademia Bezalel, Gerusalemme, l’Università del Salento, Lecce, la Facoltà di Architettura, Firenze; IUAV - Università di Venezia; la Domus Academy, Milano; IED, Torino e presso il Politecnico di Torino.

Ogni suo oggetto di studio è prima un materiale, ogni materiale è una nuova sfida, ogni sfida è un ponte tra curiosità ed esperienza fisica. 

Quest’anno il ponte ha raggiunto la luna, quando al comando della Driade MOON Mission Piergiorgio ha composto e scomposto gli arredi da esterni, immaginando di iniziare una nuovissima consolidata storia del design pensata per gli - ormai non più tanto immaginari - allunaggi da diporto, in copertina su Wallpaper di Novembre 2018

http://nucleo.to/site/

Laura Cantarella è fotografa, ricercatrice indipendente, docente. Alterna l’attività di autrice alla progettazione e al coordinamento di indagini territoriali, con particolare attenzione ai territori fragili.

I titoli di alcuni dei sui lavori più conosciuti, sono emblematici del contenuto impegnato e della pietas che li caratterizzano:  Da soli si muore, Terre fragili, Topografia del trauma. Il suo lavoro più recente Atlas Bormida, di cui ha curato produzione e contenuti, è un’inchiesta e progetto artistico corale realizzato sotto forma di storytelling multimediale ed inaugura una modalità di lavoro inedita in Italia.

Laura si laurea in Architettura al Politecnico di Torino, con una tesi sul ruolo della fotografia nella comunicazione ipermediale dell’architettura e del territorio e consegue il Dottorato di ricerca in Humanidades, a Barcellona, con una tesi dal titolo “La Riviera mediterránea en el siglo XXI. De Territoire Liquide a paisaje de la crisis. Imaginarios y decodificaciones fotográficas”.

Collabora con numerose università e istituti in Italia e all’estero, come docente di fotografia e cultura visiva contemporanea, oltre a tenere workshop e seminari. I suoi lavori sono stati esposti in numerose istituzioni museali e culturali tra cui Chealsea Art Museum New York, Pratt Institute New York, MACBA Museu d’Art Contemporani de Barcelona, CCCB Centre de Cultura Contemporania de Barcelona, Fundaciò Espais d’Art Contemporani Girona, Museu d'Història de Catalunya, Disseny hub Barcelona,

E’ tra i vincitori del “Premio Terna per l’Arte Contemporanea” e finalista del “Premio Francesco Fabbri”, sezione Fotografia Contemporanea e i suoi lavori sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

http://www.lauracantarella.it/

Prabda Yoon (1973) è uno scrittore, regista, editore, traduttore e grafico thailandese.

Ha studiato negli Stati Uniti Communication Design alla Parsons School of Design a New York; Graphic Design con Dan Friedman e Milton Glaser e Cinema con Robert Breer alla Cooper Union.

In Thailandia ha pubblicato due raccolte di racconti;  con Kwam Na Ja Pen (tradotta in inglese come Pen in Parentheses) ha vinto il prestigioso S.E.A. Write Award nel 2002. Ha tradotto in thailandese, tra gli altri, Il giovane Holden, Arancia Meccanica e Lolita.

Ha una casa editrice indipendente, Typhoon Studio, che pubblica narrativa thai e saggistica internazionale. Ha fondato la libreria e caffetteria Bookmoby al Bangkok Art & Culture Center. È lo sceneggiatore di Last Life in the Universe (2003) e Invisible Waves (2006) di Pen-Ek Ratanaruang, regista della new wave del cinema thailandese. I suoi ultimi film come regista sono Someone from Nowhere (2017, in concorso al Tokyo Film Festival) e Motel Mist (2016, presentato all’International Film Festival di Rotterdam).

https://www.behance.net/yoonprabda

http://addeditore.it/

Prabda Yoon (1973) è uno scrittore, regista, editore, traduttore e grafico thailandese. 

Ha studiato negli Stati Uniti Communication Design alla Parsons School of Design a New York; Graphic Design con Dan Friedman e Milton Glaser e Cinema con Robert Breer alla Cooper Union.

In Thailandia ha pubblicato due raccolte di racconti;  con Kwam Na Ja Pen (tradotta in inglese come Pen in Parentheses) ha vinto il prestigioso S.E.A. Write Award nel 2002. Ha tradotto in thailandese, tra gli altri,  Il giovane Holden, Arancia Meccanicae Lolita.

Ha una casa editrice indipendente, Typhoon Studio, che pubblica narrativa thai e saggistica internazionale. Ha fondato la libreria e caffetteria Bookmoby al Bangkok Art & Culture Center. È lo sceneggiatore di Last Life in the Universe (2003) e Invisible Waves (2006) di Pen-Ek Ratanaruang, regista della new wave del cinema thailandese. I suoi ultimi film come regista sono Someone from Nowhere (2017, in concorso al Tokyo Film Festival) e Motel Mist (2016, presentato all’International Film Festival di Rotterdam).

https://www.behance.net/yoonprabda

http://addeditore.it/

“I colori catturano la nostra attenzione, assorbendoci nei loro fantastici mondi quando incontrano il nostro sguardo”, ci racconta Il Joshua Yumibe,  professore associato e direttore del Film Studies Program presso la Michigan State University. 

Joshua studia il ruolo e la funzione dei colori nei film muti fatti agli albori del XX secolo, analizzando le pellicole originali dell’epoca: un'era di cinema a lungo considerata “desaturata” e senza colori, ma che attraverso i film e le immagini analizzate, rivela un mondo cromatico dimenticato di fantasia, in film che sorprendono e sanno incantare.

Joshua Yumibe è autore di “Moving Colour: Early Film, Mass Culture, Modernism” (2012) e coautore di “Fantasia of Colour in Early Cinema” (2015), in collaborazione con EYE Film Museum di Amsterdam. 

Dal dicembre 2017 trascorre a Torino un anno accademico che lo vede impegnato in nuovi progetti di ricerca. 

Il suo curriculum è un compendio della tipografia contemporanea di altissima qualità. 

Oltre a gestire il progetto editoriale di libri d'artista SO_AND_SO, Nello Russo è visual designer per la casa editrice TASCHEN e insieme uno dei pilastri di Archivio Tipografico, il magico mondo dove rivivono i caratteri mobili (do you know letterpress?) e le vecchie macchine da stampa, tra sperimentazione estrema e culto della tradizione.

Ci tiene a precisare che da più di dieci anni porta una lunga barba e indossa occhiali pesanti neri, insomma da molto prima il termine “hipster" fosse anche solo coniato. E noi, avendolo vistolo lavorare, possiamo testimoniare che non c’è traccia di “fuffa hipster” nei suoi laboratori, ma passione, abilità, eleganza e sapienza di sapore antico.

archiviotipografico.it 

SO-AND-SO

Francesca Berardi, giornalista e autrice del libro Detour in Detroit (Humboldt Books), vive e lavora a New York dal 2011.

Dal 2016 lavora alla Journalism School della Columbia University, dove ha conseguito un MA in Politics e dove attualmente studia la realizzazione di una una mappa di New York, compilata raccogliendo l’esperienza di chi vive raccogliendo bottiglie e lattine vuote per strada: i cosiddetti “canners”.
Spiega Francesca, nel presentare il suo progetto di ricerca dal titolo We can, condotto insieme a Grga Basic: “Troveremo un terreno comune che combina pratiche giornalistiche e metodi di storia orale, riconosceremo l'imperfezione dei dati, raccogliamo manualmente piccoli dati sull'attività informale dei fornitori e incoraggeremo un'osservazione più critica del loro mondo attraverso le illustrazioni. Quindi combineremo tutti questi elementi in una mappa interattiva di New York nel modo in cui i partecipanti la percepiscono”.

Scritti e recedenti ricerche condotte da Francesca sono stati pubblicati da ProPublica, Quartz, Slate e alcuni dei principali media italiani.

https://brown.columbia.edu/portfolio/we-can/

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