Nato ad Odessa, vive negli USA dal 1989. Ha studiato grafica alla Cooper Union, dove è ritornato nel 2007 come docente di tipografia e graphic design, fondando egli stesso dei corsi di studio postgraduate. Da allora ha insegnato in molti altri contesti internazionali legati alla grafica.

E’ da alcuni anni Curatore del Herb Lubalin Study Center of Design and Typography, forse il più importante archivio per la grafica al mondo [http://lubalincenter.cooper.edu].

Attento al passato quanto al presente, ha sviluppato il progetto Image of the studio, una mappatura visibile online sugli studi di comunicazione visiva di NYC [http://imageofthestudio.com], il festival annuale Typographics, all'interno degli spazi della Cooper Union, e diverse mostre sulla storia della grafica.

Anita Donna Bianco vive e lavora a Torino. 

Si è laureata al Politecnico di Torino con una tesi sull’umanizzazione degli ospedali pediatrici, tema scelto per la sua trasversalità che unisce l’approccio umanistico, il lato creativo e quello più tecnico. 

E’ presidente dell’Associazione DEAR Onlus, impegnata nell’umanizzazione degli ambienti di cura, con un’attenzione particolare a quelli pediatrici. E’ co-ideatrice del progetto “Robo&Bobo”, che promuove l’alfabetizzazione nei campi del design, dell’elettronica e della programmazione, rivolto ai pazienti adolescenti e preadolescenti (11-18 anni) del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Nel 2008 è co-fondatrice dell’Associazione IN Residence Design, che attraverso il progetto “IN Residence - Design Dialogues” promuove il design sperimentale
contemporaneo attraverso delle attività correlate: un laboratorio tematico a cadenza annuale, incontri di dibattito, mostre e una collana di pubblicazioni.
Fa parte dello studio di Product e Industrial Design C12+, insieme a Gianni Colonello e Enrico Maglione.

http://www.designaround.org/

http://www.roboandbobo.designaround.org/

Gianluca Cannizzo si occupa di creatività, grafica e illustrazione.É socio fondatore e direttore creativo di Laboratorio Zanzara - cooperativa sociale no profit e progetto di cittadinanza mirato all'integrazione di persone con disagio mentale, incentrato sul design, la grafica e la comunicazione - i cui i vasi, magliette, poster, calendari, shopper, agende sono diventati negli anni un must-have a Torino.Vent’anni fa scopre la sua passione per il manifesto e ancora oggi è lo strumento che ritiene più adatto alla sua personalità, come sintesi di espressione e comunicazione. 

Spande i suoi poster tramite: My Poster Sucks.  Vive e lavora a Torino. 

Con il telescopio puntato verso il cielo, tante cose si sono cercate senza trovarle, tante si sono trovate senza cercarle.
Quanto può venire in aiuto la casualità, anche in campo scientifico, se si è pronti e capaci a farsi sorprendere?

Ce lo racconta Emanuele Balboni, astrofisico, astrofotografo paesaggista e divulgatore scientifico presso il Planetario di Torino.

Emanuele Balboni nasce nel 1983 a Torino, la stessa città dove, diversi anni dopo, si laurea in astrofisica.
Durante la stesura della tesi comincia a collaborare con il planetario di Torino Infini.to, appena inaugurato. Dopo la laurea continua a lavorare presso il Planetario come collaboratore scientifico e divulgatore; attualmente si occupa principalmente della gestione del sistema di proiezione della cupola del planetario e della creazione di nuovi spettacoli e contenuti multimediali per i visitatori.
Quando non viaggia tra le stelle virtuali, cerca di coniugare la passione per l'astronomia con l'hobby della fotografia e trascorre intere nottate a immortalare panorami notturni per le valli alpine.
Dall'inizio del 2015 cura un blog, Cosmo e dintorni, dove pubblica i propri scatti e scrive di astronomia e divulgazione della scienza.

https://cosmoedintorni.wordpress.com/

Alberto Condotta è un artista visivo e ricercatore italiano che vive in Gran Bretagna, dove sta per terminare un dottorato ‘practice-led’ in filosofia e Belle Arti che riconcettualizza in chiave 'diffrattiva’ l'arte in generale e la pittura in particolare. E’ membro del gruppo di ricerca 'Radical Matter’ presso il Royal College of Art. 

Alberto ci presenta, per la prima volta in italiano, una riconcettualizazione di cosa sia la creatività e di come operi. 

Il gruppo di ricerca Radical Matter - a cui Alberto fa parte - mira a spodestare l'immagine dell artista come genio che crea dal nulla portando al centro al suo posto quella dell'artista che performa variazioni che possono essere piccole ma che però contano. Bravi dj e bravi designer incarnano già questa nuova immagine dell'artista.

Così come concettualizzato da Haraway e Barad, 'diffrazione’ come paradigma alternativo alla riflessione può rivoluzionare il modo in cui si intende l'arte e le sue metodologie. La presentazione - 'diffrangendo’ filosofia continentale contemporanea con un po’ di meccanica quantistica e teoria della complessità - offrirà scorci per capire concettualmente cosa li renda bravi. 

www.albertocondotta.com

Basata a Londra, Giulia Tomasello è una female designer, specializzata in biotech, scienza e finitura dei materiali. Giulia esplora i confini fra scienza e arte, fra tecnologia e il corpo, concentrandosi in particolare sul corpo femminile. 

Muovendosi sempre tra interrogativi di carattere socio-politici, scientifici, estetici e di prodotto - come i più puri designer  - recentemente ha concentrato la propria attenzione sulla messa a punto di Future Flora”, un kit di coltura studiato perché le donne possano trattare e prevenire autonomamente le infezioni vaginali. Il progetto affronta l'esperienza di crescere e coltivare 
organismi viventi a casa.

“Futura Flora” si rivolge alle donne che vogliono prendere il controllo del proprio corpo come pratica intima  per la cura di sé stesse

<< Come designer il mio scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica facendo luce sui tabù femminili della nostra società, fornendo un’alternativa al trattamento intimo attraverso l’utilizzo di microorganismi per bilanciare l’equilibrio della flora vaginale. Considerando la figura femminile come entità oppressa e allo stesso tempo libera dalla società, Simone De Beauvoir sostiene che la donna non sia determinata soltanto dai suoi ormoni o da suoi istinti più misteriosi, ma dal modo in cui il suo corpo e il suo rapporto con il mondo vengono modificati tramite l’azione di altri >>,  ci racconta Giluia, mentre - come una giovane Simone de Bouvoir - si presenta cosí:

That’s me
I am a woman.
I have a body.
My body
‘is a social
construction
rather than
a naturally
given datum. 

Da manager nel retail, Aurelio Balestra nel 2010 cambia vita per concepire Toolbox Coworking, il primo hub creativo dedicato al lavoro indipendente in Italia. 

Una fabbrica dismessa dei primi del ‘900 nel centro di Torino si trasforma in una piattaforma abilitante per più di 400 persone tra freelance, professionisti, startup e aziende innovative, accomunate dallo stesso mindset collaborativo e dalla stessa intraprendenza. 


Toolbox Coworking è uno spazio dove la collaborazione, la serendipity e la cross-disciplinarietà creano cortocircuiti per nuove idee di business e danno vita a progetti innovativi come Fablab Torino - lo spazio della fabbricazione digitale, Print Club Torino - il laboratorio collaborativo di stampa e sperimentazione grafica, Casa Jasmina - l’appartamento testbed per l’IoT open source, gestito da Bruce Sterling e Digifabturing - il progetto dedicato alla robotica applicata all’arte, all’architettura e al design.


Raffronto tra mozzicone di sigaretta fumato 5 anni prima dell’analisi e quello fumato 1 giorno prima dell’analisi

Carlo Robino è Ricercatore di Medicina Legale presso il Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino. La sua principale area di ricerca è lo studio di polimorfismi del DNA a scopo identificativo

E’autore di 31 pubblicazioni su riviste internazionali e numerose pubblicazioni in atti di congressi, incontri e conferenze,  nazionali e internazionali.

Dal 2008 è ricercatore principale in diversi progetti di ricerca a livello locale e nazionale, oltre ad essere membro del comitato tecnico del gruppo di lavoro italiano della International Society for Forensic Genetics ed aver in curriculum numerose collaborazioni in gruppi di ricerca di diverse Università europee.

Nel 2016 è stato visiting researcher presso il Department of Forensic Medicine, Mekelle University - College of Health Sciences, Ayder Referral Hospital, Mekelle, Etiopia, nell’ambito di un progetto volto allo studio di marcatori del DNA utili all’identificazione di migrant eritri/etiopi vittime del naufargio avvenuto nel Canale di Sicilia il 18 aprile 20015.

Dal 1998 ad oggi, in qualità di esperto di indagini genetico-forensi, ha svolto continuativamente l’attività di consulente tecnico per l’autorità giudiziaria in centinaia di casi d’identificazione penale (tra i quali il “delitto di Garlasco”) e cause civili di accertamento di paternità/consanguineità.


Fremito
Muro
WE Nato a Savigliano (Cuneo) nel 1977, Paolo Inverni è un artista visivo che vive e lavora a Torino.

La sua ricerca si basa principalmente sul concetto di punto di vista, inteso sia come posizione fisica di un osservatore rispetto ad un soggetto sia come attitudine di una persona nei confronti di un soggetto determinata da elementi individuali e sociali.

A partire da ciò, la sua pratica percorre l'ipotesi di un mondo come moltitudine di punti di vista possibili – piuttosto che come realtà oggettiva – incontrando temi quali l'identità sociale e individuale, il senso del luogo, il senso di appartenenza e di sradicamento.
Nel far questo, utilizza linguaggi e media differenti che sovente prendono la forma finale di installazioni.

In curriculum tre importanti mostre personali: ‘Eclissi’, curata da Francesco Tenaglia, Galerie Mario Mazzoli, Berlino, 2015 – 'Paths’, curata da Daniela Cascella, Galerie Mario Mazzoli, Berlino, 2009 – 'Luci’, curate da Carlo Fossati, e/static, Torino, 2005.
Tra le numerose mostre collettive, di particilare rilievo: 'Che il vero possa confutare il falso’, curata da Luigi Fassi e Alberto Salvadori, Santa Maria della Scala / Accademia dei Fisiocritici / Palazzo Pubblico, Siena, 2016 – 'Memoria variabile’, curata da Gigliola Foschi e Carla Pellegrini, Galleria Milano, Milano, 2011 – 'Inner spaces’, curata da Maija Julius e Reinhild Kuhn, Künstlerhaus Dortmund, Dortmund, 2006.

Francesco MATTINA aka MATT
Con un background in architettura e scenografia, ha lavorato come concept artist per il cinema, prima di essere assunto dalla Marvel Comics come copertinista su Fantastic Four, Nova, Thunderbolts, Warmachine, Punisher, MoonKnight, Wolverine e più recentemente per Spider-Man 2099 e Avengers Undercover.
Ha anche lavorato per la DC Comics su Batman Confidential, Redhood, Azrael e The Joker’s Asylum, Justice League.

Le sue opere includono artworks per la Marvel Studios, Warner Bros e DC Comics Licensing, Activision, Radical Publishing (su Ryder on the Storm, After Dark e Exile) e Boom Studios (Elric, TheHypernaturals, Rinse).

Insegna illustrazione e fumetti americani alla Scuola Internazionale di Comics di Torino.

Fondatore dell`Italian Job Studio insieme a Giuseppe Camuncoli, Stefano Caselli, Riccardo Burchielli e Diego Malara. E ‘attualmente uno degli artisti principali lavorare sul gioco più venduto della Marvel,War of Heroes.

[Images, courtesy of the artist].

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