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Collettivo Le Ossa| Fatte della stessa sostanza dei pattern

Zucchero a velò

part of a series on Pattern

About the speaker

Elisa des Dorides e Claudia Norscini insieme sono il Collettivo Le ossa.
Una jam session a due, nata nei primi giorni del 2022, ricca già di ipotesi funambolari capace di usmare ciò che sta sotto lo strato dell’ovvio e farlo affiorare in superficie.
Dopo mesi di scambi di parole e immagini, flussi (e reflussi) di coscienza, richiami di suoni e parvenze di odori, il Collettivo ha afferrato carta e device vari per far zampillare l’ordinario sotto una nuova luce. Quella di Elisa e Claudia è una guerriglia poetica, pratica della fantasia, gentile con l’umano sentire di cui si nutre.

Elisa è una copywriter, poeta e studente di counseling che lavora e vive tra le costellazioni collinari maceratesi. Nel 2019 ha pubblicato la sua prima silloge poetica Nereidi per Italic Pequod. Le piace sentire la parola come qualcosa di percettivo, generativo, una forma di lotta sociale dell’anima.

Claudia è una graphic designer che vive e lavora in riva al mare, in provincia di Macerata. Le piace definirsi una compositrice del possibile e cerca di non escludere nessun linguaggio visivo dalla sua tavolozza di note. Che sia video, grafica, fotografia o illustrazione, ogni espediente creativo è preso in considerazione per trovare la combinazione magica ideale.

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Additional details

Il corpo umano è un’architettura e le sue 🦴ossa🦴 un modello biomimetico per il design: persino nelle ossa compatte è presente una struttura ricorrente che conferisce rigidità al tessuto osseo: gli osteoni e canali di Havers!

Siamo fatti di pattern e il nostro accesso ai processi evolutivi consiste in pattern. Ci sentiamo soddisfatti solo quando riconosciamo in uno schema di eventi nuovo e unico un fascio di processi conosciuti, cioè una combinazione – seppur unica – di pattern.

Niles Eldredge sulla nozione di #Pattern: “È evidente che tutti i fenomeni, per quanto brevi, hanno una componente temporale e che è il comportamento di entità dell’universo materiale in intervalli temporali – siano essi nanosecondi o miliardi di anni – a fornire alla mente umana l’opportunità di cogliere l‘inventario dell’universo.”

I pattern starebbero insomma prima di tutto nell’occhio dell’osservatore, ad orientare la propria riscoperta.